Le mani in pasta

Portata a termine oggi l’operazione della Guardia di Finanza “Mani in pasta”. Il blitz, scattato all’alba a Palermo, nella zona dell’Acquasanta e Arenella, ha permesso di arrestare 89 persone. Indagate in tutto 110 persone tra Palermo e Milano. L’emergenza sanitaria ha rafforzato gli affari dei mafiosi che predispongono di liquidità, di somme ingenti che forniscono ai nuovi e vecchi adepti in ginocchio a causa della crisi economica. Usura, taglieggio, droga, scommesse, affari che vanno dai Cantieri navali, il più grande complesso cantieristico del Mediterraneo con 8.900 dipendenti cui si aggiunge un indotto di quasi 50 mila persone, al mercato ortofrutticolo.  Eseguiti anche sequestri per 15 milioni di euro. E così via. Non finirà mai… Già sento i commenti dei palermitani onesti e, di fatto, i tentacoli della Piovra continuano a crescere e afferrare tra le loro spire mortali persone insospettabili, persone anche che si trovano nel bisogno.

Papa Francesco ha sottolineato in varie occasioni come la corruzione sia il peccato più grave, definendolo un cancro che impoverisce tutti, un processo mortale che nutre la cultura della morte. E qui c’è in ballo anche la politica, principale alleata dei mafiosi, i quali si presentano puntualmente nelle varie tornate elettorali con nomi e cognomi da far eleggere ai propri asserviti. «Il peccato non ti allontana da Dio se tu te ne accorgi e chiedi perdono, ma lo spirito del mondo ti fa dimenticare cosa è il peccato», afferma Papa Francesco.

E si torna lì, al cuore dell’uomo, al suo disegno originario. «Il cuore duro non si lascia plasmare. A volte non si tratta neppure di cattiva volontà. È che “quella voce” la si distingue con difficoltà in mezzo alle tante altre voci che risuonano dentro. Il cuore è spesso inquinato da troppi rumori assordanti: sono le inclinazioni disordinate che conducono al peccato, la mentalità di questo mondo che si oppone al progetto di Dio, le mode, gli slogan pubblicitari». [Chiara Lubich].

Non lasciamoci sconfiggere dal nostro cuore, forse anch’esso indurito e senza speranza, ma crediamo fino alla fine a una società basata sulla pace e sulla giustizia, sull’amore e la fraternità. Mettiamo anche noi le mani nella pasta, facendola lievitare e crescere. Sporchiamole queste mani senza paura. Mi piace ricordare questo versetto di Giovanni della Croce: “Dove non c’è amore, metti amore e troverai amore”. Ciascuno con la sua responsabilità, ciascuno con il suo impegno e la sua fatica, ciascuno con i suoi doni.

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