Bianco: Ultimo colore dei 6 colori che hanno dato vita a dei pensieri mirati e divisi per sei aspetti. L’ho intitolato “La saggezza della vita” perché è, in fondo, l’algoritmo supremo: l’abilità millimetrica di far girare le esperienze della mente finché ogni pensiero mirato non trova la sua collocazione ideale. Il bianco è il traguardo di questo viaggio geometrico ed emotivo, la pagina in cui la mente smette di rincorrere il caos e impara, finalmente, a contemplare l’armonia.
Se i primi cinque colori hanno esplorato sfumature emotive, analitiche, creative o critiche, il sesto colore – il bianco – agisce come un prisma invertito. Non separa la luce, ma la ricompone. Ognuno dei cinque aspetti analizzati finora trova nel bianco la sua massima espressione e la sua risoluzione.
In fondo, bisogna gustarla questa vita. Viverla appieno. E non intendo fare tutto quello che ci capita per stravivere. Anche chiusi in una stanza, o ammalati su un letto si può vivere la vita. La voglia di vita è proprio lì, su quel letto d’ospedale, nello sguardo di chi non può più parlare, in chi sta nell’immobilità assoluta. C’è una forza proprio lì che ti contamina e ti fa cambiare direzione nel tuo modo di vivere la vita. Un passo dopo l’altro senti che sei accompagnato, quasi condotto per mano, verso una piena interiorità. Forse è proprio lì che nasce la vita, che si vive.
Sei fortunato se riesci a fare l’esperienza dell’essenzialità, di quello che più di tutto vale, di ciò che conta.
Sei fortunato se riesci sempre e comunque ad essere dono, se la tua presenza rende sereni, se un alone di gioia riesce a contagiare anche per un attimo, se le tue lacrime si trasformano in sorrisi.
Chiedi aiuto quando non ce la fai. Troverai molte mani che ti afferreranno e ti sosterranno. Morte e resurrezione. Questo viviamo giorno dopo giorno. E non c’è resurrezione senza morte, così come non c’è morte senza resurrezione.
1° Quadretto

