Strumentalizzare: voce del verbo “ti uso”

E’ la cosa più orribile che ci possa capitare. E’ peggio del non sentirsi amati, sentirsi usati. Spesso ci sentiamo strumentalizzati, sfruttati, usati in alcuni campi particolari, quello della comunicazione per esempio, dai social media che sfruttano le nostre ingenuità propinandoci bufale e varie falsità, o nel campo politico quando ci sentiamo usati da quella persona o da quel gruppo che continua a chiederti il consenso con tutti i mezzi persuasivi, per raggiungere un certo fine. Non ne sono esenti purtroppo gli ambienti di lavoro o i rapporti all’interno della stessa famiglia.

Ma spesso non ci rendiamo conto che la vera e propria strumentalizzazione avviene in maniera subdola che ci fa credere nella bontà della persona, dell’idea, iniziativa, presentazione di un progetto che ha alla fine soltanto lo scopo di affermare una élite. Ti senti beffato, preso in giro, trascinato nel guado.

La strumentalizzazione, l’ambiguità, gli opportunismi hanno radici antiche, i testi antichi lodano i valori come la fedeltà, l’onore, l’amicizia, la generosità, la letteratura è piena di esempi. Dietro l’abilità dialettica, dietro “il fine giustifica i mezzi”, dietro l’apparente protezione e chance, segnali di amicizia che vengono offerti quotidianamente sulla nostra tavola c’è il pericolo che possano nascondersi altre situazioni.

Gesù di Nazareth ha più volte richiamato i suoi discepoli attraverso delle affermazioni, che conosciamo tutti, all’agire sotto la guida dello Spirito, a uscire dalle ambiguità: “Sia il tuo parlare, sì, sì, no, no, perché il di più viene dal maligno”. Oppure: “Non si possono servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza”. “Guai a voi ipocriti…”.

Quindi per uscirne fuori, per non farsi abbindolare, per non farsi usare ci vuole forza d’animo, agire controcorrente, accortezza, operare un confronto, scegliere la via discernimento – dal latino dis-cèrnere (dis = separare + cèrnere = scegliere) – e soprattutto chiedere l’importantissima virtù della saggezza, della sapienza attraverso la preghiera per i credenti. E Papa Francesco: “Se manca, allora, la sapienza del discernimento c’è il serio rischio di essere mutati, o anche di trasformarci noi stessi, in burattini alla mercé delle tendenze del momento”. 

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