Politica, rosario e Vangelo: solo populismo?

L’incredibile uscita di Matteo Salvini, ieri a Piazza Duomo a Milano, sul palco, con rosario e Vangelo in mano, con tanto di giuramento al popolo italiano, ha veramente lasciato sgomenti non solo i cattolici ma anche tutti coloro che si impegnano per un paese libero e democratico. La tentazione di strumentalizzare il Vangelo è  sempre presente, ma sopratutto è presente nella mente di quanti agiscono in modo fuorviante e hanno l’immagine di milioni di italiani che crederanno e osanneranno il loro leader per questi gesti insulsi e carichi di inutile e insensata drammaticità (vedi Grillo con la distribuzione di grilli fritti a mo’ di Eucarestia).

Si aggiunge all’elenco la nascita ad hoc di piccoli partiti che sbandierano la fede come se fosse l’acchiappavoti per eccellenza, vedi i vari movimenti che inneggiano alla famiglia che cercano, anche qui, di prendere voti da persone che appena leggono la parola “famiglia” si strappano le vesti inneggiando ai cosiddetti valori non negoziabili, “un’espressione che non ho mai capito”, Papa Francesco stesso ha dichiarato.

In un discorso tenuto a Fiuggi, nell’estate del 1949, a conclusione del Consiglio Nazionale. della Democrazia Cristiana, De Gasperi delinea in che cosa consiste la laicità:  “A questa «laicità» basta la Costituzione, a cui gli spiriti credenti hanno collaborato votandola così come è, non perché ritenessero che l’invocazione a Dio avrebbe menomata la dignità umana e il libero arbitrio (…) ma perché sanno che nella Costituzione di uno Stato moderno non è necessario proclamare le proprie credenze, quanto è indispensabile di accordarsi su norme di convivenza civile che colla libertà di tutti, difendono anche la libertà della fede”.

E ancora, Igino Giordani, uno dei padri costituenti per il quale è in corso la causa di beatificazione, affermava già negli anni sessanta che “per difendere gruppi e ideologie, fazioni e consorterie, tanti cristiani lanciano anatemi a tutto spiano, come fossero i depositari della fede, i guardiani del dogma, i fiduciari della gerarchia; e così coinvolgono la Chiesa e la dottrina nelle loro beghe faziose, rimpicciolendola ad agenzia elettorale. E il loro contegno genera sfiducia e provoca miscredenza.”

L’elenco sarebbe infinito, le citazioni non mancano, chi conosce la Parola di Dio è cosciente che la sua strumentalizzazione è una cosa meschina, fatta da persone che con la fede hanno poco a che fare. E’ stato compiuto un gesto che si potrebbe definire “fondamentalista” e che nulla ha a che fare con la politica. 

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