Campò tutta la vita facendo la morta

Ogni tanto risuscita qualcuno creduto “morto” che torna a distrarci e a distruggerci. Fin troppo astuto, il soggetto in questione fa leva sulle persone, sui popoli “senza memoria”. La storia è una grande maestra di vita ma purtroppo poco seguita e spesso ignorata: ci insegna a tenere deste le coscienze e vigilare sempre.

Il “Funerale della volpe” è un soggetto che viene spesso raffigurato in bassorilievi e mosaici adornanti chiese italiane ed europee. In Italia, una tra le più antiche di queste testimonianze iconografiche, è il fregio scolpito che arricchisce il portale della Pescheria della Cattedrale di Modena, risalente ai primi decenni del XII secolo e, anteriore a questo, il mosaico pavimentale della basilica di San Marco a Venezia. In esso si vedono due tronfi galletti che sembrano apprestarsi a seppellire una volpe. Anche in altre chiese si trova questa raffigurazione mosaicale.

E’ un racconto antico ma sempre attuale: ripassarlo non fa male.

Ma leggiamo adesso la favola del “Funerale della volpe” riscritta da Gianni Rodari (Il libro egli errori, 1964).
 “Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva. – È morta, è morta – gridarono le galline. – Facciamole il funerale. Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato. Fu un bellissimo funerale e i pulcini portavano i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline. La notizia volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò. Lasciò passare un po’ di tempo, cambiò paese, si sdraiò in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi. Vennero le galline di quel paese e subito gridarono anche loro: – È morta, è morta! Facciamole il funerale. Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco. Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentivano in Francia. Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutto il corteo. La notizia volò di pollaio in pollaio e fece versare molte lacrime. Ne parlò anche la televisione, ma la volpe non si prese paura per nulla.
Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e campò tutta la vita facendo la morta. E chi farà come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia.”

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