Maria (di Alda Merini)

“Ella era di media statura e di straordinaria bellezza, le sue movenze erano quelle di una danzatrice al cospetto del sole.

   La sua verginità era così materna che tutti i figli del mondo avrebbero voluto confluire nelle sue braccia.

  Era aulente come una preghiera, provvida come una matrona, era silenzio, preghiera e voce.

  Ed era così casta e ombra, ed era così ombra e luce, che su di lei si alternavano tutti gli equinozi di primavera.

  Se alzava le mani le sue dita diventavano uccelli, se muoveva i suoi piedi di grazia la terra diventava sorgiva.

  Se cantava tutte le creature del mondo facevano silenzio per udire la sua voce.

  Ma sapeva essere anche solennemente muta.

I suoi occhi nati per la carità, esenti da qualsiasi stanchezza, non si chiudevano mai, né giorno né notte, perché non voleva perdere di vista il suo Dio.”

(Dall’opera Magnificat di Alda Merini)

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