Le parole sono pietre

Alcune parole continuano a ronzarmi in testa questa settimana durante il dramma della nave “Aquarius”, dirottata a Valencia dal Governo Italiano. “Le parole sono pietre”, recita un detto che ogni tanto ripeto a me stessa e a quanti lanciano con superficialità o con disinvoltura queste “pietre”.

Le parole sono importanti, sono il contenuto, non soltanto il vestito di quello che penso. Le parole non sono pura descrizione di uno stato d’animo, di un pensiero, ma costituiscono entità creative che arrivano a generare una realtà, come uno scultore che trasforma la materia in una statua. Le parole hanno un loro valore intrinseco, forte e preciso.

La politica che oggi parla e spesso non fa, cioè annuncia, blatera, “twitta” e “posta”, rivela la forza delle parole del “politichese” e il desiderio, di chi ha il potere, di impadronirsene e diffondere questo tipo di linguaggio – ricordo il passaggio de “il padrone delle parole”, padrone perché le comprava, di Lewis Carrol nel dialogo tra Alice e Humpty Dumpty. Dobbiamo ritornare in noi stessi e pretendere la correttezza di tutti e soprattutto delle istituzioni, a ogni livello, ormai autodeclassate dallo stesso linguaggio che usano, istituzioni con al seguito fans e non cittadini pensanti e che contano il numero dei “mi piace” e delle “visualizzazioni”. Siamo diventati praticamente un pubblico che assiste perennemente a uno spettacolo.

Esempi ne abbiamo molti e non solo in Italia. Si aprono e chiudono crisi internazionali con un tweet e questo certamente non favorisce la comunicazione, almento quella istituzionale che ha bisogno di tempi, parole scelte bene, appunto perchè le parole sono pietre. Sappiamo cosa fanno leader, ministri e capi di governo, li seguiamo momento dopo momento, ci raccontano anche banalità, ci augurano il buongiorno e la buonanotte, fotografano le loro case, i loro studi e noi cadiamo nella trappola perché crediamo, tanto è forte la realtà virtuale, che siano nostri amici. Sì, perché adesso gli amici non sono quelli di una volta, sono quelli sui social e ne hai tanti da gestire e non tutti la pensano come te…

Non sono questi gli amici, e lo sappiamo tutti  molto bene.

Comunque le parole crociera, pacchia e taxi del mare, ecc. mi hanno fatto male e spero che continuino a ferirmi quelle future che verranno lanciate con nonchalance, perché se rimarrò indifferente, allora è finita davvero. Almeno per me.

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