Due tentazioni spirituali davanti alla Croce: quella di pensare un Cristo senza croce e quella pensare una croce senza Cristo.
I cristiani iniziano oggi il periodo di preparazione alla Pasqua del Signore, la Quaresima, un periodo di riflessione e digiuno, il quarantesimo giorno prima di Pasqua, che ci riporta all’essenzialità della vita e alle domande scomode che essa pone.
Nel panorama contemporaneo che gli uomini continuano a deturpare con le loro smaniose voglie, ignorando l’altrui esistenza, graffiando e soffocando anime, uccidendo i sogni che Dio ha affidato a ciascuno, affannandosi a chi proclama per primo la guerra, non è facile sporgere lo sguardo in alto sperando che Qualcuno possa dare una risposta. Non è una semplice tentazione: è la tentazione per eccellenza. Quella di immaginare che siamo sorretti da un Dio che ci ha creati ma che poi ci ha abbandonati a noi stessi, e che continua ad agire come Pilato, lavandosene le mani. Quindi come può esistere un Dio simile?
Lo avremmo voluto senza una croce addosso, senza quella morte orrenda, forse svolazzante tra i suoi angeli… Forse la stessa tentazione di Giuda.
Tante volte sopraggiunge una seconda tentazione, quella di vedere soltanto una croce, libera, vuota, nuda, e stare lì a contemplare questo pezzo di legno, reprimendo in noi il respiro, facendo scorrere lacrime, disperazione, solitudini. Dimenticando che è “stata abitata”, che qualcuno vi è salito sopra, qualcuno che ha sperimentato il dolore fisico e spirituale più profondo, perfino l’abbandono di Colui che chiamava Padre. La porta stretta dalla quale dobbiamo passare, la cruna dell’ago da oltrepassare.
“Un Cristo senza croce che non è il Signore: è un maestro, niente di più. È una delle tentazioni. Sì, Gesù che buono il maestro, ma … senza croce, Gesù. Chi vi ha incantato con questa immagine? L’altra tentazione è la croce senza Cristo, l’angoscia di rimanere giù, abbassati, col peso del peccato, senza speranza. È una specie di “masochismo” spirituale. Solo la croce, ma senza speranza, senza Cristo”. (Papa Francesco)
