Mare Nostrum: non più invisibili.

Il Mar Mediterraneo restituisce a tutti noi i corpi che altri uomini non hanno voluto aiutare. Adesso non sono più invisibili, specialmente alle nostre coscienze.

Quattro in dieci giorni sulle spiagge del tirreno calabrese. Undici, tra Trapani, Pantelleria e Marsala. Alcuni nudi, altri ancora con qualche straccio addosso, pochissimi con un salvagente o qualcosa che gli assomigliasse” (da La Repubblica, 17.2.26)

Nel mondo latino, Mare Nostrum indicava un possesso che garantiva ordine e protezione (la Pax Romana). E da questo nome prese il via la prima missione umanitaria nel Mediterraneo, l’unico momento in cui l’Italia ha risposto alla tragedia del Mediterraneo non solo con il diritto, ma con una mobilitazione navale e umanitaria senza precedenti.

L’operazione nacque durante il Governo Letta come reazione etica e politica ai tragici naufragi dell’ottobre 2013 presso l’isola di Lampedusa, dove persero la vita oltre 600 persone a pochi metri dalla costa.

L’8 luglio 2013, a soli quattro mesi dalla sua elezione, Papa Francesco scelse proprio Lampedusa per il suo primo viaggio fuori da Roma. Non fu una visita di Stato, ma un vero e proprio pellegrinaggio penitenziale nel “cuore” del Mediterraneo.

Nel suo discorso a Lampedusa Papa Francesco pose tre domande dirette, ispirate alla Genesi, che risuonarono come un atto d’accusa:

“Chi di noi ha pianto?”

“Adamo, dove sei?” (Dov’è l’uomo?)

“Caino, dov’è tuo fratello?”

Il Mediterraneo è considerato la rotta migratoria più pericolosa al mondo. Dal 2014 a oggi, l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) ha registrato oltre 30.000 decessi e sparizioni. Questi dati sono stime al ribasso perché molti naufragi sono “invisibili” e non lasciano tracce né testimoni. Ma in questi giorni il Mare Nostrum li ha resi visibili.

Ecco la situazione aggiornata (febbraio 2026), basata sui dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e del Ministero dell’Interno:

Nel 2025: Si stima che circa 1.500-1.800 persone siano morte o risultino disperse nel solo Mediterraneo Centrale.

Inizio 2026: Il nuovo anno è iniziato in modo tragico. Solo nel mese di gennaio 2026, a causa di condizioni meteo estreme e del violento ciclone “Harry”, sono stati registrati 452 morti o dispersi, un numero triplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Totale storico: Dal 2014 a oggi, il progetto Missing Migrants ha documentato oltre 32.700 vittime.

La politica con le sue logiche di confine e i calcoli elettorali ha prevalso e continua a prevalere sul dovere morale e legale del soccorso in mare.

Il Mediterraneo non è solo uno spazio geografico, ma uno specchio della coscienza civile globale. Quei corpi ci ricordano che non si può negare ancora il diritto alla vita, che niente di serio e concreto si sta attuando nel quadro di una politica internazionale. Dietro i proclami, emerge una verità amara: l’assenza totale di strategie concrete e umane capaci di affrontare questa e altre tragedie.

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